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Dr. Tomaso Regazzoli
Medico Psicoterapeuta

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Caravaggio, Testa di Medusa (particolare), 1598, olio su tela - Firenze, Galleria degli Uffizi
Caravaggio, Testa di Medusa (particolare), 1598, olio su tela
Firenze, Galleria degli Uffizi

ATTACCO DI PANICO

Come esprime lo stesso termine, esso è un attacco improvviso, violento, imprevedibile di una forma di paura irrefrenabile e fuori dalla possibilità di ogni controllo: sul ragionamento critico prevale l'istinto cieco di sopravvivenza, che ha come unico scopo quello di una fuga immediata, ancorché irrazionale e spesso dannosa, da quello che è vissuto come pericolo.
Quando tali attacchi diventano frequenti, oppure si fa strada l'inquietudine di un loro possibile ripresentarsi, il paziente diventa apprensivo e attento ad ogni minimo segnale proveniente dal suo corpo; egli evita una quantità di persone, situazioni, attività, luoghi che possano scatenare l'attacco, e restringe così il proprio spazio vitale; di frequente finisce per coinvolgere chi gli sta vicino nella sua vita da recluso, facendo sì che l'attesa dell'attacco diventi più invalidante del ripetersi effettivo di esso. Tale patologia spesso si manifesta con forme equivalenti, come ad esempio lo svenimento, l'immobilità rigida, il pavor nocturnus (quando il bambino si sveglia di notte in preda al terrore), le palpitazioni, la sudorazione senza motivo, la sensazione di venir meno e morire da un momento all'altro, rossore, tremore, senso di soffocamento, affanno, sensazioni di torpore o formicolio, sbandamenti, vertigini, nausea, ma anche l'eiaculazione precoce (che maschera, più che la paura della prestazione, la paura in senso ampio), l'enuresi e l'encopresi, come manifestazioni, per l'ansia e l'emotività, di incapacità a controllare gli sfinteri.
.La terapia si instaura da caso a caso, poiché dipende anche dalla frequenza degli attacchi e dalla loro gravità: lo scopo è quello di far maturare una capacità critica che permetta di affrontare qualsiasi evento con razionalità: per far questo si può creare intorno al paziente un ambiente accogliente e accudente e poi, una volta stabilito un buon rapporto con lui, utilizzare molto la terapia immaginativa con visualizzazioni di rinascita e crescita.

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